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Il terrore corre sul filo
E' sera. Siete sola in casa. Dopo avere cenato, una cena frugale tanto siete sola, mettete i piatti sporchi nell'acquaio. Non vi va di rigovernare subito la cucina, stasera siete un po' stanca. “Domattina provvederò”, vi dite, tanto non devo rendere conto a nessuno. Questa è la libertà di vivere da soli. Vi alzate da tavola, una piccola tavola disposta in cucina, e vi recate in soggiorno per passare il tempo, prima di recarvi a letto, guardando la televisione. Con il telecomando, benedetto, accendete la televisione e scegliete il programma che vi interessa. Vi mettete, a fatica, in poltrona non prima di avere messo vicino a voi il telefono portatile che i vostri cari, lontani, vi hanno regalato perchè “non si sa mai” che qualcuno vi chiami o che abbiate bisogno di chiamare qualcuno. Siete sola in casa.
Improvvisamente la luce di casa si spegne e tutto si spegne. Dopo un attimo di smarrimento vi rendete conto di essere completamente al buio, Con il buio subentra il panico. Cosa può essere successo? Ora come faccio? E' un guasto generale o dipende dal mio impianto elettrico?
Guardate fuori dalla finestra e vi rendete conto che nelle altre abitazioni del condominio la luce c'è.
Solo voi siete al buio.
Provate a chiamare i vostri cari al telefono per un aiuto, ma il telefono portatile senza corrente non funziona. Il telefonino non lo avete con voi. Lo avete lasciato in cucina.
Siete bloccata sulla poltrona. Le gambe si sono fatte pesanti. Siete anziana con qualche difficoltà di movimento ma ancora in grado di muovervi per casa.
La casa la conoscete molto bene e vi dite: “ basta che arrivi dove c'è il contatore della luce e alzo la leva dell'interruttore generale, che sta proprio sotto, come ho sempre fatto nei rari casi in cui succedeva, e tutto torna a posto”.
Improvvisamente realizzate, con terrore, che il contatore e l'interruttore generale, da tempo, lo hanno tolto da casa e spostato e messo, assieme a tutti quelli degli altri appartamenti, nel sottoscala per, avevano detto gli elettricisti inviati dall'ente elettrico, “ rendervi più liberi dalla servitù di lettura dei consumi, fatta in casa, da parte del letturista incaricato dall'ente fornitore” ed aggiunsero “ avere i contatori centralizzati è più sicuro ed il costo di lettura dei consumi è ridotto essendo concentrati in unico punto “. Questa fu la motivazione che avete recepito.
Non ci avete pensato fino a quel momento. Al posto del buco, lasciato libero dal contatore in casa, avete messo un quadro.
Ed ora come fare? Dovete alzarvi dalla poltrona, andare a tentoni verso la porta di casa, stando attenta a non inciampare e cadere. Uscire di casa per andare dove?. Suonate al vicino di casa per un aiuto: non risponde, sarà fuori casa.
Il portiere non c'è più. Il condominio ha deciso di farne a meno per ridurre i costi.
Abitate al terzo piano di un condominio privo di ascensore. Dovete farvi tre piani di scale a piedi.
Non sapete dove sono stati installati i contatori ma vi ricordate che dicevano di averli messi nel sottoscala.
Scendete a fatica e con timore di cadere. Meno male che potete ancora fare i gradini a piedi.
Arrivata nel sottoscala, dove sono installati i contatori e gli interruttori generali di appartamento
individuate quello vostro dalla targhetta che identifica l'appartamento. L'interruttore è nuovo e diverso da quello che avevate in casa, era a leva e si capiva subito quando era sganciato. La leva si posizionava in basso, basta alzarla e tutto rifunzionava. Questo invece ha un bottone rosso. Che sia quello da spingere? Ci provate. Sentite un “tlac” e vedete che il vostro contatore inizia a girare. Meno male. La luce in casa è ripristinata.
Mentre risalite, a fatica, le scale incominciano a girarvi in testa vari pensieri: Perchè si è staccata la luce ? E' stato un principio di corto circuito o un sovraccarico? Cosa è attaccato alla linea di casa? Mentre raggiungete casa fate mente locale : “Ho il boiler elettrico per l'acqua calda, ho caricato ed acceso la lavatrice quando sono uscita dalla cucina, come faccio ogni volta che raduno biancheria per avere il massimo carico, ho acceso la televisione, ho acceso la stufetta elettrica in bagno per scaldarlo alla sera quando mi preparo per andare a letto“, “come mai prima non era mai successo ?”.
L'aveva salvata la mancanza di contemporaneità di accensione dei carichi elettrici.
Rientrata in casa, dove tutto era tornato alla normalità, avete incominciato a pensare al disagio subito ed a cosa sarebbe potuto accadere se fosse successo ad una persona disabile o con qualche infermità grave, sola in casa e senza aiuto.
La storia raccontata, non è una realta romanzesca ma potrebbe capitare a qualsiasi signora Maria o signor Giovanni che vivono soli e che dell'elettricità conoscono solo l'effetto positivo che produce in casa e le bollette che regolarmente, ogni due mesi, arrivano a casa.
E se fosse capitato ad uno dei tantissimi disabili che vivono in casa e da soli, anche temporaneamente? Quali conseguenze ci sarebbero state?
Urgenza di un intervento
Credo che, per evitare che accada quanto descritto, sia giunto il momento di fare sentire la voce di chi sta in casa e che si trova in una condizione di possibile pericolo perchè impossibilitato a reagire all'evento. Senza essere completo ed esaustivo: persone sole ed anziane, disabili di varia natura, con difficoltà motorie anche temporanee, e altri aspetti che ne limitano la mobilità e la sicura fruibilità della casa,
In nome di una regola di mercato finalizzata a rendere più semplice, efficiente e meno costosa la gestione dell'elettricità che consumiamo in casa, il gestore della rete elettrica ha pensato bene di fare un regalo agli utenti:Via il brutto contatore di energia elettrica dalla casa e via anche l'interruttore generale, trasferendo il tutto, a sue spese, in un unico luogo condominiale.
In questo modo, concentrando i contatori e gli interruttori generali, magneto termici, in un unico posto, molte cose si semplificano. Nell'ottica però dell'ente distributore-venditore di energia elettrica.
Non c'è più la necessità di andare casa per casa a fare le letture e per eventuali manutenzioni sia sui contatori di energia elettrica che sugli interruttori generali ( di proprietà dell'ente stesso ).
Agli utenti, è stata data la possibilità della telelettura dei consumi. Ma bisogna recarsi dove sono i contatori per leggerli, avere una penna ed un foglio di carta per trascriverli ed avere dimestichezza con il telefono digitale.
Di norma, il loro punto di raccolta viene messo nei sottoscala o chiusi in armadi sistemati nei luoghi meno accessibili, al popolo condominiale, per vari motivi tra cui, i più ricorrenti, sono: sicurezza ( per l'ente ) e decoro architettonico ( per il condominio, sono brutti da vedere ).
In questi anni è in atto una campagna nazionale per la sostituzione dei vecchi contatori elettromagnetici con altri digitali “intelligenti”, ossia con i quali è, tra gli altri, possibile la lettura del consumo direttamente dal distributore-esattore, tramite la linea elettrica senza più l'incomodo del letturista che si rechi sul posto ( nella Carta dei servizi, a cui devono attenersi gli enti erogatori, è precisato che gli stessi devono effettuare la lettura diretta almeno una volta l'anno ).
Nell'intervallo tra una lettura e l'altra sulle bollette compare la voce “ consumo presunto “ e per l'importo reale si rimanda al conguaglio, positivo o negativo, determinato dalla lettura reale.
E se nel corso dell'anno i consumi reali si sono ridotti? L'escamotage adottato è l'invio dei dati, o numeri letti sul contatore, tramite la citata autolettura da parte dell'utente e loro, gratuita, telecomunicazione. Ma quanti sono in grado di farlo?
Il conguaglio, quando c'è, viene poi rosicchiato dai continui aumenti che nel frattempo sono intervenuti. Ma dei soldi pagati anticipatamente, per consumi non avuti, non vengono conteggiati gli interessi.
A questo si aggiunge un altro aspetto negativo, a tuttoggi irrisolto, che merita una presa di posizione seria da parte degli organismi che rappresentano i cosiddetti disabili.
Nulla però è stato messo in campo per ridurre il disagio di moltissimi utenti sul distacco dell'interruttore generale. Per il suo ripristino bisogna sempre recarsi nei luoghi prima descritti.
Per i soggetti considerati disabili questa situazione “deve” essere risolta.
Come?
Si suggeriscono almeno quattro possibilità da attuare in casa; gratuitamente, come servizio sociale, :per i disabili conclamati, a pagamento dilazionato per gli altri con attribuzione del costo in bolletta:
- Reinstallare uno specifico interruttore generale con azionamento facilitato.
- Installare in casa un comando remotizzato, per il telecomando dell'interruttore generale, sostituendo lo stesso con un teleruttore, con sensore magneto termico del carico ( in commercio esistono).
- Installare in casa un avvisatore acustico e luminoso ( ideale anche per non vedenti e non udenti ) che segnali l'eventuale sovraccarico e che dia il tempo necessario, almeno un'ora, per intervenire, da casa, per il distacco dei carichi gravosi.
- Installare in casa una linea di emergenza od un gruppo di continuità di emergenza, sulla linea luce con autonomia di un'ora, per consentire comunque, all'utente in difficoltà, di non essere isolato.
Consumo e risparmio di energia elettrica
Per quanto attiene il contatore del consumo di energia elettrica si dovrebbe fare un discorso a parte. Si chiede sempre la partecipazione degli utenti per la riduzione dei consumi di energia elettrica o comunque al suo uso razionale.
Della bolletta elettrica, che gli perviene ogni due mesi, sa interpretare bene due numeri: quanto deve pagare e quanto ha consumato nel periodo ( o si pensa che avrebbe consumato, sulla base dei consumi di periodi precedenti, calcolato da parte dell'ente erogatore come consumo a preventivo ).
Per le automobili il consumo di carburante, e la sua disponibilità, è dato dalla posizione dell'indicatore di livello nel serbatoio. Farlo durare il più a lungo possibile nel serbatoio dipende dal nostro “piede”. Sappiamo subito quanto spendiamo e se non abbiamo soldi andiamo piano o andiamo a piedi.
L'energia elettrica è pagata in €uro/kWh. L'euro lo conoscono e lo capiscono tutti, il Kwh lo conoscono e lo capiscono in pochi.
Perchè non viene installato in casa un subcontatore, collegato al primo, che fornisca direttamente la spesa in €uro?
Non deve essere uno strumento fiscale ma solo un traduttore del consumo da kWh in €uro. La bolletta farà sempre fede, per quanto attiene i corrispettivi economici da pagare, ma avere la visualizzazione della spesa favorirebbe il controllo dei consumi di energia elettrica ed il suo risparmio.
Varrebbe molto di più di cento campagne informative su come risparmiare.
La tecnologia esiste ed il mercato sarebbe enorme per apparati di tale genere, non solo a livello nazionale.
Quali le barriere e gli ostacoli ? Sarà un ulteriore sforzo per identificarli. |