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Abbattimento Barriere Architettoniche 
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"FIABA: una cultura senza barriere"
Intervento del comm. Giuseppe TRIESTE Presidente FIABA
Convegno Lions Club Palmi

Centro Culturale Ambesi - Impiombato - SS Barritteri di Seminara
Sabato 17 giugno 2006 ore 16.30

Un cordiale saluto a tutti voi presenti in questa sala ed un grazie agli organizzatori dell'invito a questo Convegno Lions, partner attivo e fattivo di FIABA; è questa un'occasione per conoscerci sempre di più e scoprire comunione d'interessi e voglia di lavorare insieme, per costruire accessibilità e fruibilità universali con conseguente sicurezza di spazi e servizi.
Il FIABA nasce nel 2000 dall'esperienza ventennale di ANTHAI -Associazione Nazionale Tutela Handicappati ed Invalidi - ed opera con rinnovato impegno per promuovere una cultura nuova e una coscienza civile, garante di pari opportunità di vita per "tutti", perché tutti abbiamo bisogni diversi, perché tutti siamo diversi!
Pertanto, l'attenzione di FIABA, è rivolta alle varie età della vita e ai relativi bisogni. per favorire il rispetto delle specificità di ognuno; ovviamente il campo d'azione è ampio ed il problema può apparire insuperabile.
Ecco che FIABA adotta la strategia della "RETE"di intese, sottoscritte con partners istituzionali e non, fra i quali il Lions , per realizzare opportune strategie volte a diffondere la cultura della "diversità", la cultura della qualità di vita per tutti, e per radicare fortemente il convincimento che, accessibilità e fruibilità universali, non sono bisogno di una piccola nicchia di persone, ma sono le fondamenta per creare una nuova cultura per un Paese che vuole definirsi CIVILE.
Il messaggio di FIABA incontra il consenso di quanti vivono accessibilità e fruibilità universali come "elemento di qualità" per la società. Sono sempre più numerosi i messaggeri di FIABA, convinti e vigili sentinelle, attente alla realtà e tese alla realizzazione di una società solidale
Se ci mettiamo in questa ottica, comprendiamo il messaggio di FIABA e, se convinti, possiamo divenirne messaggeri, oltre che convinte e fattive sentinelle, sempre vigili su quanto accade nel nostro territorio di vita e di lavoro.
Solo una attenta vigilanza potrà arginare il sorgere di nuove barriere architettoniche, che tanta giurisprudenza di settore non è riuscita ad arginare: le leggi esistono ma non hanno piena efficacia perché non è radicata la"cultura"della progettualità universale, come vedete le barriere sono prima di tutto culturali e psicologiche e, solo col tempo e con l'inerzia, diventano fisiche e architettoniche.
FIABA ha inteso adottare l'interlocuzione, il confronto e la proposizione, come metodo di lavoro, perché avvertiamo l'esigenza di cambiare atteggiamento ed essere portatori di bisogni e di soluzioni, per costruire insieme le risposte.
Siamo convinti che l'accessibilità e la fruibilità quando ci sono non si vedono e se realizzate per tempo, non maggiorano i costi, inoltre crediamo che accessibilità e fruibilità universali, garantiscono qualità di vita e fruizione, a tutti.
La "rete" di FIABA con istituzioni, enti, associazioni di categorie e professionali, è una rete estesa e capillare, che oggi conta, dopo tre anni di lavoro, 184 protocolli sottoscritti, e costituisce la risorsa primaria per avviare il processo di cambio culturale necessario per realizzare la missione.
E' necessario ripensare, arricchire e sviluppare la relazione fra persona ed ambiente, in quanto le caratteristiche qualitative e quantitative dell'ambiente, hanno un impatto sulla persona e sulla partecipazione alla vita.
Inoltre il concetto di accessibilità cambia nel tempo e tende a includere persone diverse dallo standard consueto di riferimento, pertanto è necessario pensare all'accessibilità come accesso all'esperienza di vita e superare lo standard a favore della centralità della Persona.
Tutti" siamo chiamati a realizzare una piccola parte di azione, in quanto "tutti" siamo agenti di cambio culturale; l'impegno personale è già testimonianza della volontà di agire organicamente abbattendo la cultura della delega e dell'assistenzialismo che per troppo tempo ha rallentato la crescita e lo sviluppo di tutti noi.
Ricordiamo che la missione dei Lions comincia come accompagnatori dei ciechi; oggi terzo millennio chiediamo Loro di accompagnare la società, spesso cieca, verso i bisogni diversi, in un cammino di crescita di civiltà.

FIABA ha inteso introdurre un meccanismo di premialità per tutte quelle iniziative rivolte a dare efficacia a quanto stabilito dal DPCM 96 del febbraio 2003 istitutivo del FIABAday, oltre che alla normativa di interesse, ed ha pertanto creato il Premio FIABA, rivolto agli Enti locali che si siano distinti nell'anno per aver avviato processi di adeguamento degli spazi costruiti, dei servizi e trasporti, e per aver garantito la piena osservanza della normativa e dei canoni dell'Universal Design.
Con la promozione del FIABAday, intendiamo monitorare lo sviluppo delle azioni delle amministrazioni, che di anno in anno, nella prima domenica di ottobre faranno un bilancio delle azioni e un bilancio/programma per le iniziative volte all'abbattimento delle barriere culturali e fisiche.
In sintesi l'attività e la progettualità di FIABA, può dirsi con: Informare, Formare, Coinvolgere, Responsabilizzare, Sensibilizzare e soprattutto rendere protagonisti dell'azione tutti, abbattendo così la cultura della delega e dell'assistenzialismo che ad oggi non hanno prodotto inclusione percepita e democratica partecipazione.
Lions e FIABA vogliono contribuire al processo di crescita; insieme a tutti gli altri sottoscrittori di protocolli si può costruire un mondo senza barriere! Auspico che inizi nelle nostre coscienze quel cambio culturale che è l'abbattimento di barriere, quelle più potenti e insidiose, che non si vedono, perchè sono dentro di noi!
Vi ringrazio per l'attenzione e Vi ricordo che Accessibilità e Fruibilità universali sono anche elemento primario per costruire la Sicurezza.


UNA CRESCITA...."SENZA FINE".
di Roberta Racinaro
Psicologa, psicoterapeuta ACP

Ogni nuova vita che nasce da inizio ad una sorta di viaggio evolutivo che conduce ogni individuo all'interno di un percorso di crescita, fisica, psichica, relazionale.
Il come si parte in questo cammino in parte è determinato da condizioni organiche, ereditarie e non, in parte è frutto dell'influenza esercitata dalle "condizioni" ambientali.
Il come invece lo si attraversi e lo si renda significativamente proprio, unico, dipende in grossa parte da ciascuno di noi.
Certo è che nella maggioranza dei casi, è possibile immaginare questo sviluppo come scandito da una sempre maggiore identificazione e capacità di gestirsi autonomamente da parte del singolo individuo, e questo fa sì che si ricreino le condizioni di partenza nelle quali cioè una coppia genitoriale fa ripartire il processo, genera una nuova prole, contribuendo allo sviluppo dell'umanità, alla sua crescita, al suo mantenimento biologico.
I momenti nodali caratterizzanti un processo di crescita di un uomo, sono fortemente connotati da un primo periodo, significativo sul piano temporale, in cui adulti di riferimento, conducono, educano, supportano la crescita bio-psicologica creando una situazione supportiva e di maternage nella quale il neonato e il bambino piccolo possano trovare tutto quello che gli serve per strutturarsi e formarsi in quanto individuo.
Gli stili genitoriali sono evidentemente molto diversi tra loro, ed anche il modo di affrontare le fasi evolutive di passaggio risultano in parte condizionate dall'ambiente ed in parte determinate da ciò che quell'individuo esprime in qualità di persona; ciononostante in linea generale, si procede verso una sempre maggiore strutturazione fìsica e capacità conseguente di agire sul mondo, e ad una progressiva organizzazione del comportamento tale da far decrescere proporzionalmente la necessità di intervento e di supporto esterno da parte degli adulti di riferimento (nella maggior parte dei casi i genitori).
Ma cosa succede quando questo naturale processo di crescita e di progressivo processo di autonomia viene reso diffìcile (a volte scarsamente realizzabile) da condizioni fisiche e/o psichiche che mantengono nel tempo una situazione di dipendenza?
Cosa succede ad un nucleo familiare che è costretto a riorganizzarsi sulla base di nuovi bisogni che verranno mantenuti nel tempo e ai quali ci si troverà a rispondere per molti anni ?
Come la famiglia si sente e può rispondere da sola a questa "non prevista" richiesta di accompagnamento lungo tutto il corso di vita nei modi ai quali si fa fronte ai primi anni di sviluppo del bambino ?
Il processo evolutivo dinamico familiare subisce un grande scossone: la coppia genitoriale è costretta a riorganizzarsi, a cominciare a guardarsi in un ottica di risorsa, di unica possibile risorsa per lo sviluppo di quella vita, si "misura", comincia a pensare se e come ce la potrà fare, quanto la vita interna e l"organizzazione" che si era data in precedenza possa rispondere ad un bisogno così nuovo, quanto emotivamente possa riuscire a mantenere nel tempo sempre lo stesso livello di capacità di risposta.
Si interroga e non trova tutte le risposte, si interroga e si sente sola....sola davanti ad una situazione che non era prevista, alla quale non aveva pensato e per la quale non era stata "programmata" sul piano biologico.
Si, perché è proprio questo uno dei nodi fondamentali: la famiglia al cui interno c'è un individuo che si trova in situazione di disabilità deve sperimentare in modo permanente una fase educativa e di supporto che era destinata a portare avanti per un breve periodo iniziale, conscia che il rapporto educativo sarebbe cambiato e che nel tempo il tipo di relazione avrebbe assunto forme diverse, imprevedibili, ma connotate da bisogni di altro tipo.
La possibilità di reazione e di capacità di riorganizzazione efficace, allora, appare evidentemente legata alla situazione dinamica precedente l'evento, alla possibilità di trovare al proprio interno ed all'interno dell'altro (per esempio nella coppia genitoriale) la flessibilità e la "plasticità" mentale per adattarsi, ritrovarsi nel nuovo, valorizzare quell'individuo che si ritrova in una condizione non preventivata dal contenitore sociale ed alla quale per questo non si riesce a dare una risposta adeguata.
L'esterno, la capacità prima interna e poi esterna di adeguarsi alla nuova situazione da il senso allo sviluppo futuro di quella singola vita. La capacità degli individui appartenenti al nucleo familiare di credere in se stessi e nel proprio potere personale, di credere nella propria forza come intero gruppo, produrrà la differenza. La forza e la voglia di cercare anche all'esterno di se un' adeguatezza maggiore per tutte le situazioni di vita, daranno la possibilità di evitare un meccanismo di chiusura e di isolamento che porterebbe alla frustrazione ed alla percezione di inadeguatezza.
Ma l'inadeguatezza profonda che viene ricondotta a se stessi non è identificabile attraverso situazioni soggettive ma in situazioni oggettive, esterne a se e appartenenti all'intero sistema costruito socialmente.
Ecco allora che la possibilità per le singole famiglie di essere insieme e di produrre insieme cambiamento, di confrontare il proprio dolore, le proprie gioie, di metterle a disposizione dell'altro per trovare sempre nuove soluzioni è testimonianza di quanto si possa costruire attraverso obiettivi comuni e partendo da situazioni di forte lacerazione interna alla famiglia.
Situazioni che possono però produrre una riorganizzazione funzionale, sollecitare una attenzione ed una programmazione che tenga conto della qualità della vita da parte di tutti e per tutti.

 




















































 

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