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Abbattimento Barriere Architettoniche 
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Primo incontro sottoscrittori di protocollo

LA MISSIONE DI FIABA

Spesso abbiamo la sensazione di essere staccati dal nostro ambiente il che ci fa sentire altra cosa da ciò che ci circonda e ci fa percepire i problemi che concernono l'ambiente estranei a noi. La parola Ambiente in realtà comprende tutto ciò che ci circonda ma,soprattutto, comprende noi: noi siamo parte dell'ambiente e dobbiamo creare delle buone prassi che consentano a tutti noi di usufruirne. FIABA a questo proposito pensa che "se una cosa è fatta bene va bene per tutti" e svolge opera di sensibilizzazione su questo tema. Il problema a ben guardare riguarda tutti, cioè tutti per varie ragioni nel corso della vita si possono trovare a non poter usufruire dell'ambiente; per questo ribadiamo che "se una cosa è fatta bene va bene per tutti". FIABA propone un ideale sano che promuove la serenità e la libertà della persona e tende alla realizzazione delle potenzialità di ciascun individuo e dell'ambiente che lo circonda. FIABA si è costituita in data 27/07/2000 con atto notarile ed ha firmato protocolli d'intesa in tema di barriere culturali e fisiche con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, con i Ministeri, le Regioni, le Province, i Comuni, le Università, gli Istituti di Cultura le Associazioni di Categoria e Enti privati. FIABA si pone la finalità di abbattere le barriere culturali e fisiche che ostacolano la piena fruizione dell'ambiente. Dall'analisi della realtà che ci circonda individuiamo i punti in cui queste barriere esistono o sono esistite. FIABA si muove tra passato, presente e futuro. Nel passato trova la sua ragion d'essere perché è in esso che queste barriere si sono strutturate radicandosi nella cultura della società e quindi nel suo modo di costruire l'ambiente, ma anche come la stessa società ha saputo rivedere se stessa. Infatti le esigenze di progettazione nel passato tenevano conto solo delle esigenze di difesa della città perché questa era una esigenza primaria. Nel presente trova il luogo dove operare e lo slancio verso il futuro dove un mondo senza barriere è possibile. Il messaggio di FIABA è ancora più attuale in considerazione degli sviluppi recentissimi che la Globalizzazione ha imposto a tutti i paesi del mondo. L'abbattimento dei confini culturali delle nazioni sta affermando una cultura globale senza barriere, in questo contesto di cambiamenti spesso repentini FIABA persegue la sua missione di costruire un ambiente fruibile da tutti. Affinché dunque tutto non resti solo una bella fiaba proponiamo alcuni punti, o se volete spunti di riflessione sui momenti della nostra vita in cui non possiamo usufruire dell'ambiente:
Primo
Pensiamo alla nascita di un uomo: le mamme e i bambini piccoli sono parte dell'ambiente ed esso deve essere in grado di accoglierli. Un ambiente adatto alla crescita e innanzi tutto rispettoso dei bisogni elementari delle persone. Questa è una parte della vita in cui non possiamo usufruire dell'ambiente appieno ed abbiamo bisogno di tutto. Riflettiamo sul concetto di bisogno quotidiano vediamo cosa riteniamo noi un bisogno quotidiano e quando ne individuiamo uno cerchiamo di rispettarlo; in questo modo eserciteremo la nostra sensibilità la quale potrà dare un utile contributo ad impedire il sorgere di nuove barriere. Ricordiamo infine che l'uomo è l'animale che ha il tempo di "svezzamento" più lungo quindi nell'età della crescita dobbiamo includere anche l'adolescenza.
Secondo
Nella vita adulta la cosa che spesso ci assilla di più è il tempo (file, traffico, lavoro) un ambiente usufruibile da tutti darà il giusto valore ad esso e più in generale alla vita. Il senso del valore interiore delle persone si è disciolto in uno specchiarsi reciproco che innesca una reazione a catena la cui conseguenza è un correre alla cieca di tutti. Il problema del tempo disperde in una area più grande tanti problemi parziali. Recuperando il valore ambientale delle persone ciascuno si riappropria delle sue capacità, possibilità ed anche responsabilità.
Terzo
La cosiddetta "terza età" e "quarta età" in altri tempi Montaigne scriveva "Davanti alla vecchiaia talvolta è il corpo a capitolare per primo, ma talvolta è l'anima" oggi assistiamo ad un allungamento progressivo della vita ed un ambiente accogliente dovrà evitare la capitolazione dell'uno e dell'altra. La vita è un unico fluire nel tempo e, in questo senso, le persone che hanno alle spalle più tempo sono depositarie di memorie del passato assolutamente utili a chi vive nel presente e che possono aiutare a costruire il futuro... L'ambiente in questo caso deve essere in grado di rispondere ancora di più sul piano del recupero della memoria storica ma anche dell'autonomia delle persone che recupererebbero la dignità di persone nell'ambiente e per l'ambiente.
Quarto
Il lavoro è la cosa che occupa gran parte del tempo della vita adulta. Il solo essere esclusi da questa attività è fonte di enorme disagio e tutte quelle categorie che per vari motivi non accedono o non possono accedere al lavoro vivono ai margini. Anche qui noi come ambiente dovremmo essere più sensibili alle prassi che ci permettono di entrare in contatto ed interagire con tutti. Ciò che allontana le persone dal lavoro è spesso il correre della tecnologia che, preso il suo passo, non tiene conto dei ritmi di tutti ma solo di quelle persone che corrono con lei, istaurando di fatto il governo di una oligarchia di tecnocrati che poco ha che fare con il recupero di tutti al diritto di partecipare all'ambiente sociale e alla costruzione di esso.
Quinto
Il "tempo libero" è un dono del secolo scorso, infatti questo genere di bene nel passato era accessibile solo a poche scelte categorie, anche oggi però (forse retaggio del passato) questo bene immateriale non sembra accessibile a tutti, la missione di FIABA punta anche in questo caso a non escludere nessuno. I campi applicativi sono vastissimi si va dallo sport allo spettacolo, dal turismo ai beni artistici e culturali.
Sesto
Un altro punto è lo "studio" inteso come apprendimento. Anche in questo caso vale la pena di ricordare che la possibilità di "studiare tutti" è una conquista recente ma vediamo che il "Tutti" esclude ancora delle categorie che non dovrebbero essere escluse. La trasmissione della conoscenza è un problema cruciale perché può coinvolgere l'abbattimento delle barriere tra le persone, tra le razze, tra le culture e tra le religioni.

 






























































































































Settimo
Il settore trasporti è forse il più "visibile" quando si parla di fruibilità, qualunque tipo di trasporto è una "Macchina", in senso ampio del termine (può essere infatti un treno, una nave, un aereo, un'automobile) ed è progettata dall'uomo il quale tiene spesso conto solo della maggioranza degli individui escludendo categorie di persone che cosi non possono essere parte dell'ambiente.
Ottavo
Lo stato sociale nel vivere quotidiano abbraccia direttamente quasi tutti i punti sopra elencati. Lo stato sociale un termine che per molti non significa nulla, per molti è un questione indispensabile. Esso potrebbe essere il punto di osservazione e azione privilegiato per consentire a tutti di fruire dell'ambiente con pari opportunità.
Nono
Dopo lo stato sociale possiamo menzionare la sanità che molto spesso diventa un imbuto dentro al quale passano tutte le criticità sociali ed escono deformate. La salute è un diritto di tutti, sancisce la costituzione, ed in questo senso noi come ambiente dovremmo rispondere in maniera adeguata alle esigenze di salute di tutti. Buona parte delle strutture sanitarie e degli studi dei medici di famiglia non sono raggiungibili.
Decimo
Un ultimo punto che potremmo comprendere in questo elenco riguarda quelle barriere che si trovano nelle abitazioni o condomini all'ombra dei cipressi. Anche in questo caso possiamo far notare che la progettazione di queste "case" spesso non rispetta le esigenze di tutti coloro che si recano a trovare i propri cari. Il Foscolo ha scritto "A egregie cose spingono l'urne dei forti", cioè un motivo per vistare i sepolcri non e solo un momento di cordoglio ma anche di sprone a fare ed a migliorare il nostro Ambiente.


Approfonditi questi punti vediamo ora perché è stata creata una rete con Voi tutti che avete sottoscritto un Protocollo d'Intesa. Innanzi tutto cerchiamo di impedire il sorgere e la diffusione di nuove barriere culturali e fisiche cercando di diffondere una cultura diffusa di pari opportunità. Stimoliamo quando necessario gli organi preposti a prevenire il sorgere di nuove barriere rafforzando la vigilanza per il rispetto della normativa esistente. Attuiamo in sinergia azioni atte a diffondere la cultura della diversità come ricchezza della società. Organizziamo giornate di eventi e promozione dell'attività svolta. Promuoviamo corsi di info-formazione al fine di stimolare la sensibilità dei progettisti e di tutte quelle figure professionali che con il loro operato hanno una ricaduta diretta sull'ambiente. Le nostre parole chiave quindi sono: Stimolare, Prevenire, Attuare, Formare, Organizzare. Infine organizziamo il FIABADAY che è la giornata nazionale per l'abbattimento delle barriere architettoniche istituita su proposta di FIABA tramite Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri n°96 del 28 febbraio 2003.

PERCHÉ IL "I° INCONTRO NAZIONALE DEI SOTTOSCRITTORI DI PROTOCOLLO"
Tutti i beni prodotti e costruiti dall'uomo devono servire ed essere utili per tutti i cittadini senza distinzione né di razza né di stato sia psichico che fisico: le ineguaglianze create dall'uomo ricadono sull'uomo attraverso maggiori costi sociali, maggiori disparità di trattamento sia nel pubblico che nel privato. Il futuro che FIABA intende costruire assieme a Voi che siete Protagonisti su tutto il territorio nazionale è fatto di collaborazione fra privato e pubblico attraverso la realizzazione di progetti concreti, misurabili e fruibili da tutti i cittadini ed è questo l'obiettivo che FIABA, con l'aiuto di tutti i firmatari di Protocollo d'Intesa, vuole perseguire.


Per questo motivo FIABA oggi, in questo I° incontro nazionale dei sottoscrittori di Protocollo, propone la costituzione di un Comitato, ristretto a 24/26 Enti, che avrà il compito di progettare e proporre a tutti i sottoscrittori per ideare realizzare e gestire detti progetti.

 
 

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