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Comunicato stampa

In Europa
Gli Zingari sono la più grande minoranza europea. Presenti in quasi tutti gli Stati membri del Consiglio d'Europa, gli Zingari fanno parte integrante della storia del nostro continente (i primi gruppi giunsero nel 1400). Tuttavia la percezione dell'opinione pubblica li considera come stranieri, immigrati. La "Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione dei Rom nell'Unione europea" pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea del 23.02.06: u(...) la comunità Rom continua a non essere considerata una minoranza etnica o nazionale in tutti gli Stati membri pertanto non gode in tutti i paesi dei diritti connessi a tale status". Nel "Rapporto finale sulla situazione dei Diritti Umani dei Rom. Sinti e Viaggianti in Europa" del febbraio 2006 si legge che: Nel corso della storia la vita degli Zingari è stata caratterizzata dall'isolamento - al massimo fonte di curiosità, e ben peggio vittime di rigetto, violenza e persecuzione. L 'apice atroce della persecuzione è stato raggiunto con lo sterminio di circa mezzo milione o più durante l'Olocausto. (...) Oggi gli zingari in Europa sono circa 7 milioni, così suddivisi: ROMANIA: tra 2.100.000 e 3.000.000 BULGARIA: tra 700.000 e 900.000 SPAGNA: tra 650.000 e 800.000 UNGHERIA: tra 550.000 e 600.000 SLOVACCHIA: tra 480.000 e 520.000 FRANCIA: tra 280.000 e 340.000 REPUBLICA CECA: tra 250.000 e 300.000 GRECIA: tra 160.000 e 200.000 GERMANIA: tra 110.000 e 130.000 ITALIA: tra 90.000 e 140.000 (Fonte ERRC) Il 65 % dei rom in Romania e il 45 % in Bulgaria vive in abitazioni prive di acqua corrente. In base allo studio UNDP svolto alla fine del 2001, oltre l'80 % dei rom ha un reddito inferiore alla soglia di povertà nazionale in Bulgaria, Ungheria, Romania e Slovacchia. Secondo lo stesso studio, circa il 45 % dei rom in Ungheria e Slovacchia non dispone di servizi sanitari Interni. Nel 2003, in Slovacchia, oltre l'85 % dei rom in età lavorativa non era inserito ufficialmente nel mondo dell'occupazione. Oltre metà dei bambini delle scuole speciali in Slovacchia era di origine rom nel 2002-2003. Nel 2003, in Germania, solo metà dei bambini rom è andata a scuola; di quelli che vi sono andati, l'80 % frequentava scuole speciali. I bambini rom sono sovrarappresentati nelle scuole speciali anche in Ungheria, Bulgaria, Polonia e Slovenia. Fonti: Commissione europea, The situation of Roma in an enlarged European Union e Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP), Avoiding the dependency trap.
In Italia
La presenza degli Zingari in Italia è una presenza esigua rispetto a quella degli altri Paesi d'Europa: costituiscono circa lo 0,23% della popolazione. Sebbene sia difficile dirne il numero esatto, fino alla metà degli anni novanta le cifre dichiarate erano tra i 90.000 e i 120.000 presenti, di cui più della metà cittadini italiani (Sinti, Rom Abruzzesi, Camminanti Siciliani, Calderasa). Accanto a loro i Rom giunti in Italia dalle diverse Repubbliche dell'ex Jugoslavia da più di trenta anni; i Rom giunti dai Balcani a seguito delle guerre che hanno sconvolto la regione tra il 1991 e il 2000 e - ultimi cronologicamente - gli Zingari provenienti dalla Romania. Con il loro arrivo il numero potrebbe essere di circa 140.000 unità. Tra questi 70.000 sono cittadini italiani. A questi grandi gruppi si possono aggiungere gruppi minori come gli Zingari polacchi (in particolare a Novara) o i Kaulia (in particolare a Roma e Napoli). A differenza di ciò che comunemente si pensa gli Zingari in Italia sono ormai un popolo quasi totalmente sedentarizzato e molto differenziato al suo interno. Gli zingari italiani sono nella maggior parte cattolici. Una parte di coloro che provengono dalla ex Yugoslavia e dalla Romania sono cristiani ortodossi, mentre i bosniaci, i macedoni e i kosovari sono generalmente musulmani. Si tratta di una popolazione molto giovane: circa il 40 % ha meno di 14 anni; è raro trovare tra loro persone molto anziane, l'età media di un italiano è di oltre 80 anni, per uno Zingaro è di circa 55 anni. Molti degli Zingari "stranieri" sono nati in Italia, ma non sono riconosciuti come italiani, anzi spesso non hanno nessuno status giuridico e nessun diritto. Molti potrebbero essere considerati degli apolidi di fatto. Come nel resto d'Europa, anche in Italia queste comunità non sono riconosciute come minoranze nazionali, e nella discussione della legge sulle minoranze linguistiche (divenuta poi Legge 15 Dicembre 1999, n. 482 " Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche ") gli zingari sono stati "depennati" in corso di trattazione. Uno dei motivi principali dell'esclusione è stato il loro presunto nomadismo. Non esistono disposizioni nazionali sui Rom e Sinti, le uniche disposizioni di carattere nazionale sono circolari del Ministero dell'Interno. 1 recenti rapporti (tra cui quello del commissario del Consiglio d'Europa per i diritti umani Alvaro Gil-Robles,) hanno messo in luce come gli zingari anche in Italia siano largamente discriminati.

 







































 

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