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Comunicato stampa
Per uno sport senza barriere, una olimpiade per tutti

Martedì 31 luglio 2007 presso la struttura di RomaEstate al Foro Italico, si è svolta la conferenza-dibattito "Per uno sport senza barriere, una olimpiade per tutti". Il convegno è stato presieduto dal Sottosegretario al Ministero della Solidarietà Sociale On. Cristina De Luca e dal presidente di FIABA Giuseppe Trieste. Erano presenti tra gli altri l'On. Mario Pescante, il Presidente del Centro Sportivo Italiano Edio Costantini, la tre volte Olimpionica Osanna Brugnoli, Elisabetta Viaggi eletta Miss Italia nel 1985, titolo poi revocato perché sorda, il pugile Giovanni Improta, a cui nel 2007 è stata ritirata l'idoneità al combattimento, anche in questo caso perchè sordo, e il giornalista di La 7 Massimo Benedetti che ha coordinato gli interventi come moderatore. Il convegno è nato come un momento di riflessione sulla notizia della possibile esclusione dell'atleta disabile Sudafricano Oscar Pistorius dai Giochi Olimpici di Pechino 2008. FIABA ha espresso solidarietà ed incondizionato sostegno al tentativo messo in atto da Pistorius di cambiamento e rinnovamento culturale nel mondo. L'abbattimento di tutte le barriere che impediscono la piena attuazione dei diritti fondamentali è un'opera di civiltà più che mai attuale nel 2007, proclamato Anno Europeo per le Pari Opportunità. Dibattito Il Presidente di FIABA Giuseppe Trieste, vincitore di tre medaglie d'oro, una d'argento e tre di bronzo nelle Olimpiadi 1972, '76, '80, pioniere dello sport per disabili in Italia, ha espresso il suo disappunto sulla distinzione delle Olimpiadi e Paralimpiadi: << Ormai ritengo necessario stimolare l'unificazione dei Giochi Olimpici, in quanto nel terzo millennio non possono esistere due Olimpiadi, una con cinque cerchi ed una con tre ossia le Paralimpiadi. Credo che oggi il confronto debba essere considerato in maniera favorevole; la partecipazione di un atleta deve essere legata al raggiungimento del limite di tempo richiesto dalla federazione per la sua disciplina sportiva, in tutte quelle discipline dove il confronto alla pari è possibile, indipendentemente dalla condizione fisica dell'atleta stesso.>> Il Sottosegretario al Ministero della Solidarietà Sociale On. Cristina De Luca ha affermato che << Il dovere della società e delle istituzioni è non solo quello di aiutare materialmente chi è portatore di un disagio fisico o sociale, ma anche evitare di escluderlo. Lo sport è palestra di vita, perché non può essere anche esempio di integrazione? Perché non rivedere le regole sapendo che oggi un ragazzo a cui sono state amputate le gambe può correre come e meglio degli altri? Perché ignorare che un sordo può condurre una vita normale, fare sport e diventare un campione? Io credo che la vicenda di Pistorius abbia un valore aggiunto rispetto alla questione puramente sportiva, cioè ricorda che i diversamente abili, pur nella difficoltà della vita quotidiana, possono comunque realizzarsi in diverse forme di impegno: sociale, politico e, perché no, sportivo. >> Dibattito L'On. Mario Pescante pur proponendo opinioni divergenti dagli altri convenuti, ha definito le Paralimpiadi una impresa mentale, fisica e psichica che rende questo mondo speciale, ma a sé stante. << In Ottobre, in occasione dei mondiali di Osaka, ci riuniremo per studiare la possibilità di far gareggiare alle Olimpiadi atleti come Oscar Pistorius, ma sempre nel rispetto dalle logiche dello sport che devono rimanere lontane da quelle dello spettacolo>>. Il presidente del Centro Sportivo Italiano Edio Costantini ha sottolineato che <<lo sport parla due linguaggi, uno tecnico ed uno di passione. Proprio per questa ambivalenza lo sport è divenuto sempre di più uno strumento formativo dal punto di vista educativo e in questo senso non deve essere uno strumento utile solamente a formare dei campioni ma deve rappresentare un ausilio per tutta la collettività>>. Dibattito Il pugile Giovanni Improta, coadiuvato dal maestro di arti marziali Francesco Faraone, ha fatto un appello alla Federazione Italiana di pugilato dichiarando che << negarmi l'idoneità al combattimento è stato come avere una disabilità nella disabilità. Per riconoscere il suono della campana basta che mi sia segnalato con il contatto fisico, ma sia gli arbitri che gli altri pugili hanno paura di darmi la possibilità di mettermi alla prova come fanno tutti gli altri. Mi hanno messo all'angolo ma spero di vincere questa partita>>
FIABA ha la volontà di scuotere le coscienze e contribuire ad abbattere le barriere culturali e psicologiche prima ancora che architettoniche, che non permettono di comunicare e partecipare, garantendo a tutti i cittadini la fruizione dei luoghi di lavoro, del tempo libero, della cultura ed in particolare dello sport, componente importante della nostra vita.

 











































 

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