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Presentazione libro
L'assenza dei Confini, l'essenza dei confini

Giovedi' 11 Ottobre presso l'Hotel Nazionale - Sala Cristallo - di Roma è stato presentato il libro fotografico "L'assenza dei Confini, l'essenza dei confini" di Stefania Seghetti e Paolo Soriani.

Il libro di Stefania Seghetti e Paolo Soriani non è solo una collezione di belle fotografie. È molto di più: è una vera e propria testimonianza di come l'Europa sia non tanto uno spazio geografico, quanto piuttosto uno spazio politico, uno spazio del pensiero europeo. L'Europa è nata su una grande intuizione. Sull'intuizione che fosse necessario permettere la libera circolazione delle merci e delle persone - oltre che dei capitali e dei servizi - per riuscire nella creazione di una nuova, vera comunità di popoli e di idee. È nata sull'intuizione che solo un'Europa concepita come libertà e opportunità potesse davvero mettere fine agli incubi del passato, e diventare il nuovo sogno degli europei. Il libro di Stefania e Paolo ci racconta un aparte importante della storia di questa intuizione. Ci racconta come i confini, oggi, in Europa, non separino, ma mettano anzi in comunicazione terre un tempo divise. Come certi vecchi confini siano diventati, da periferia, nuovi centri d passaggio, vitali, ricchi, ieni del fascino legato al loro passato, e pieni di ambizioni per il loro futuro. Europa come spazio politico, Europa come libertà e opportunità, significa che dobbiamo continuare a lavorare per far sì che l'approfondimento del processo di integrazione continui. Questa è la cosa che più mi ha affascinato delle foto del libro: che vi si scorge appieno la vita, il passare del tempo, la storia di queste terre. Sfogliando il libro di Stefania e Paolo mi viene in mente che forse sono due le sfide più grandi che come europei abbiamo davanti. La prima, è quella di dare sempre più coscienza, sempre più valore, alla cittadinanza europea. Dobbiamo fare di questa cittadinanza non un supplemento alle varie cittadinanze nazionali, ma una vera e propria fonte di diritti e doveri aggiuntivi, che stanno in capo a tutti i noi non in quanto italiani, sloveni, spagnoli, francesi o ungheresi, ma più semplicemente in quanto comunitari. Il mondo oggi ci offre la possibilità di ripensare i concetti e le forme su cui abbiamo costruito le nostre comunità negli ultimi decenni, negli ultimi secoli. È una possibilità che va colta per costruire un'Europa ancora più giusta, libera e solidale di quella che abbiamo costruito finora. La seconda grande sfida riguarda i rapporti con il resto del mondo. Che senso avrebbe aprire i nostri confini interni se poi, in parallelo, ci mettessimo a costruire muri all'esterno, alle frontiere comuni? «Entro i confini del mondo non vi può essere esilio di sorta». Lo diceva Seneca, ed è vero ancora oggi. Anche per questo dobbiamo aprirci sul mondo con los tesso spirito con cui abbiamo aperto l'Europa. È questo, a mio avviso, il vero messaggio rivoluzionario che dobbiamo spaer diffondere a livello planetario. Solo così, solo provando ad affrontare il futuro a viso aperto, con onestà, con determinazione, e con idee chiare, potremo continuare a costruire oggi una vera società aperta europea, e domani, sempre più, un nuovo ordine internazionale, un'unica società aperta globale. Per fare in modo, tutti assieme, che proprio quest'«:impossibilità dell'esilio», questa assenza di confini, non solo politici, ma anche sociali e culturali, diventi l'«essenza» del nostro vivere comune.
Emma Bonino - Ministro per le Politiche Europee
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