Forum PA, Fiera di Roma 13 Maggio 2004
Protocollo d'intesa fra la Presidenza del Consiglio dei Ministri e FIABA.

Già da tempo, in Italia come in Europa, è cresciuta l'attenzione sul "non-profit", anche in ragione di fenomeni di natura economica e politico-culturale. Tra questi spicca l'emergere della cultura della sussidiarietà e una crescente propensione a favorire una maggiore responsabilità della società civile a far fronte ai propri bisogni.
La cultura di fondo ispiratrice è stata quella del rilancio dei valori di solidarietà, responsabilità, partecipazione, promozione dei diritti, affermazione di un welfare-mix capace di valorizzare le risorse delle comunità.
Infatti, si è avviato un processo per passare da politiche di "Welfare state" a politiche di "welfare society" per privilegiare, nella gestione dell'intervento sociale solidale, non più la struttura statale, ma la società civile, affidando a quest'ultima il compito di trovare le forme più varie e creative di risposta ai propri bisogni.
Le associazioni del Terzo Settore giocano un ruolo chiave nel costruire una rete integrata capace di fornire risposte a domande e bisogni che i cittadini esprimono in modo sempre più differenziato, anche in settori che non sono strettamente legati all'assistenza, ma a tutta quella gamma di diritti di cittadinanza che sono fondamentali per una società al cui centro vi sia davvero la Persona.
Con questa consapevolezza FIABA - fondo italiano abbattimento barriere architettoniche - sta definendo la costruzione di una "rete" di rapporti istituzionali e non, sancita da protocolli d'intesa siglati con : la Presidenza del Consiglio dei Ministri, i Ministeri, le Regioni, i Comuni, le Associazioni di settore, le Università e gli Istituti di cultura, nei quali si definiscono i rapporti, le sinergie e gli ambiti d'azione dei partners, inoltre si delineano ruoli, funzioni ed autonomia degli stessi: punto di forza è la condivisione dell'obiettivo "cambio culturale per le pari opportunità". FIABA intende attivare un sistema integrato di intervento sul territorio, rispettoso delle identità di ognuno, disponibile al dialogo e attento a valorizzare "la diversità" come aspetto innovativo del sistema, come variabile creativa nella risoluzione delle problematiche socio-culturali.
La caratteristica fondamentale di questa rete è quella di superare gli schemi classici di trasmissione verticale dell'informazione, a favore di un modello comunicativo nel quale il ruolo dei singoli partecipanti è molto più attivo, un modello che viene caratterizzato coi termini di comunicazione circolare o reticolare.
Tutti gli attori che vi partecipano sono emittenti attive di informazione, in un processo continuo e pluridirezionale.
Il dialogo è strumento e mezzo indispensabile per armonizzare e rendere efficaci le spinte provenienti da tutte le parti interessate, ed è cardine dell'impegno che tutti gli attori dovranno assumere con determinazione. Uno degli obiettivi di FIABA è attivare e promuovere questa rete comunicativa per renderla più efficace e per darle concretezza, in una serie di progetti condivisi con conseguente razionalizzazione del tempo e delle risorse umane ed economiche coinvolte.
Dalle intese e dall'accordo sul linguaggio nascono tavoli di dialogo e di confronto che, nel rispetto e nell'assunzione delle rispettive responsabilità, sono capaci di esprimere con continuità un' azione di concertazione positiva, su obiettivi programmatici che hanno come finalità l'abbattimento delle barriere fisiche e culturali che impediscono l'effettiva inclusione sociale e limitano l'esercizio dei diritti di cittadinanza.
Inoltre fondamentale risulta il ruolo dei media per una comunicazione responsabile, efficace e circolare capace di attivare un processo virtuoso, volto a valorizzare tutte le energie del Paese e una nuova rete di relazioni che riconosca la centralità della persona e delle sue relazioni come precondizione di un nuovo sistema.
Le politiche sociali sono oggi possibili solo se si realizzano opportune sinergie tra il settore pubblico, il privato e il mondo del volontariato: valorizzando e coordinando questi soggetti si riuscirà a dare risposte concrete, durature, partecipate e più economiche.
Una cittadinanza reale e percepita che sa condividere le esperienze, i valori, le risorse, può cambiare nel profondo l'opinione pubblica e la politica, per il successo di un progetto comune: costruire una società civile più forte, cambiare il Paese, rinnovare la democrazia.
La vitalità della partecipazione è uno dei modi di misurare la qualità dei diritti e l'efficacia dell'amministrazione in un paese, in una regione o in un comune.
In questo contesto la democrazia partecipativa esprime la sua capacità di ravvicinare la vita delle istituzioni alle esigenze dei cittadini, ma anche di migliorare l'efficacia della funzione pubblica, la capacità di percezione è la nuova risposta della Pubblica Amministrazione. Essa è quindi risorsa per lo sviluppo locale e per la coesione sociale, risorsa per la vita e l'identità delle comunità,