Già da tempo, in
Italia come in Europa, è cresciuta l'attenzione sul "non-profit",
anche in ragione di fenomeni di natura economica e politico-culturale.
Tra questi spicca l'emergere della cultura della sussidiarietà
e una crescente propensione a favorire una maggiore responsabilità
della società civile a far fronte ai propri bisogni.
La cultura di fondo ispiratrice è stata quella del rilancio
dei valori di solidarietà, responsabilità, partecipazione,
promozione dei diritti, affermazione di un welfare-mix capace
di valorizzare le risorse delle comunità.
Infatti, si è avviato un processo per passare da politiche
di "Welfare state" a politiche di "welfare society"
per privilegiare, nella gestione dell'intervento sociale solidale,
non più la struttura statale, ma la società civile,
affidando a quest'ultima il compito di trovare le forme più
varie e creative di risposta ai propri bisogni.
Le associazioni del Terzo Settore giocano un ruolo chiave nel
costruire una rete integrata capace di fornire risposte a domande
e bisogni che i cittadini esprimono in modo sempre più
differenziato, anche in settori che non sono strettamente legati
all'assistenza, ma a tutta quella gamma di diritti di cittadinanza
che sono fondamentali per una società al cui centro vi
sia davvero la Persona.
Con questa consapevolezza FIABA - fondo italiano abbattimento
barriere architettoniche - sta definendo la costruzione di una
"rete" di rapporti istituzionali e non, sancita da protocolli
d'intesa siglati con : la Presidenza del Consiglio dei Ministri,
i Ministeri, le Regioni, i Comuni, le Associazioni di settore,
le Università e gli Istituti di cultura, nei quali si definiscono
i rapporti, le sinergie e gli ambiti d'azione dei partners, inoltre
si delineano ruoli, funzioni ed autonomia degli stessi: punto
di forza è la condivisione dell'obiettivo "cambio
culturale per le pari opportunità". FIABA intende
attivare un sistema integrato di intervento sul territorio, rispettoso
delle identità di ognuno, disponibile al dialogo e attento
a valorizzare "la diversità" come aspetto innovativo
del sistema, come variabile creativa nella risoluzione delle problematiche
socio-culturali.
La caratteristica fondamentale di questa rete è quella
di superare gli schemi classici di trasmissione verticale dell'informazione,
a favore di un modello comunicativo nel quale il ruolo dei singoli
partecipanti è molto più attivo, un modello che
viene caratterizzato coi termini di comunicazione circolare o
reticolare.
Tutti gli attori che vi partecipano sono emittenti attive di informazione,
in un processo continuo e pluridirezionale.
Il dialogo è strumento e mezzo indispensabile per armonizzare
e rendere efficaci le spinte provenienti da tutte le parti interessate,
ed è cardine dell'impegno che tutti gli attori dovranno
assumere con determinazione. Uno degli obiettivi di FIABA è
attivare e promuovere questa rete comunicativa per renderla più
efficace e per darle concretezza, in una serie di progetti condivisi
con conseguente razionalizzazione del tempo e delle risorse umane
ed economiche coinvolte.
Dalle intese e dall'accordo sul linguaggio nascono tavoli di dialogo
e di confronto che, nel rispetto e nell'assunzione delle rispettive
responsabilità, sono capaci di esprimere con continuità
un' azione di concertazione positiva, su obiettivi programmatici
che hanno come finalità l'abbattimento delle barriere fisiche
e culturali che impediscono l'effettiva inclusione sociale e limitano
l'esercizio dei diritti di cittadinanza.
Inoltre fondamentale risulta il ruolo dei media per una comunicazione
responsabile, efficace e circolare capace di attivare un processo
virtuoso, volto a valorizzare tutte le energie del Paese e una
nuova rete di relazioni che riconosca la centralità della
persona e delle sue relazioni come precondizione di un nuovo sistema.
Le politiche sociali sono oggi possibili solo se si realizzano
opportune sinergie tra il settore pubblico, il privato e il mondo
del volontariato: valorizzando e coordinando questi soggetti si
riuscirà a dare risposte concrete, durature, partecipate
e più economiche.
Una cittadinanza reale e percepita che sa condividere le esperienze,
i valori, le risorse, può cambiare nel profondo l'opinione
pubblica e la politica, per il successo di un progetto comune:
costruire una società civile più forte, cambiare
il Paese, rinnovare la democrazia.
La vitalità della partecipazione è uno dei modi
di misurare la qualità dei diritti e l'efficacia dell'amministrazione
in un paese, in una regione o in un comune.
In questo contesto la democrazia partecipativa esprime la sua
capacità di ravvicinare la vita delle istituzioni alle
esigenze dei cittadini, ma anche di migliorare l'efficacia della
funzione pubblica, la capacità di percezione è la
nuova risposta della Pubblica Amministrazione. Essa è quindi
risorsa per lo sviluppo locale e per la coesione sociale, risorsa
per la vita e l'identità delle comunità,